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Fatturazione elettronica, 55mila lettere in arrivo a chi non ha versato l'Iva

Burocrazia 

Grazie allʼincrocio dei dati lo Stato ha potuto rilevare chi non ha presentato in tempo la comunicazione periodica dellʼIva

 

Dopo aver consultato i dati della fatturazione elettronica, l'Agenzia delle Entrate ha spedito 55mila lettere ai contribuenti che non hanno regolarizzato nei tempi stabiliti la propria posizione Iva. Nella comunicazione si precisa anche i criteri dati a imprese, professionisti e lavoratori autonomi per mettersi in regola.

 

A chi saranno rivolte le lettere?

Le 55mila lettere del fisco saranno rivolte a imprese, professionisti e autonomi che hanno emesso fattura elettronica senza poi presentare la comunicazione della liquidazione periodica dell'Iva (spesso perché non versata). L'obiettivo è quello di recuperare per 1,5 miliardi di imposta sul valore aggiunto dovuta ma ancora non entrata nella casse dello Stato. Attraverso la lettera l'Agenzia dell'entrate-riscossione inviterà i contribuenti a presentare la comunicazione della liquidazione entro il 30 aprile prossimo, termine previsto per la dichiarazione annuale, pagando le sanzioni previste per l'omesso invio e l'Iva dovuta con sanzioni e interesse, ma ottenendo uno sconto sulla multa che sarà calcolato in proporzione all'attivazione dell'estinzione del pagamento.

 

Sconti più forti a chi si ravvede prima

Le lettere delle Entrate sollecitano l’adempimento spontaneo del contribuente, cioè la compliance, che fin dal 2015 rappresenta il volto del “fisco amico” nella lotta all’evasione.

 L’invito è quello di presentare la comunicazione entro il prossimo 30 aprile (termine per la dichiarazione Iva annuale), pagando le sanzioni per l’omesso invio e l’Iva eventualmente dovuta, sempre con sanzioni e interessi. In cambio, c’è uno sconto sulla multa (tanto più forte quanto prima ci si attiva, come da ravvedimento operoso).

Secondo quanto risulta al Sole 24 Ore del Lunedì, l’analisi delle Entrate si è concentrata sui documenti trasmessi al Sistema di interscambio (il “postino” del Fisco che recapita le fatture elettroniche) fino al 30 giugno di quest’anno. Sotto esame è finito anche chi ha presentato l’esterometro per documentare operazioni con soggetti stranieri (per le quali è ancora ammessa la fattura cartacea).

Per il momento il Fisco si è limitato a riscontrare se la comunicazione di liquidazione è stata trasmessa o no. Ma in una fase successiva ci si concentrerà anche su chi l’ha comunicata, per verificarne la coerenza rispetto ai dati inseriti nelle fatture.

 

Il Fisco ha come obiettivo quello di chiudere il 2019  con  un milione e  800 mila di lettere  per invitare i contribuenti a mettersi in regola . Ci sono vari tipi di ravvedimenti e le sanzioni possono anche essere ridotte. Ma la lotta all'evasione rimane prioritaria e  dunque l' Erario cerca di venire incontro al contribuente, a condizione che entro il 30 aprile  vengano fatti i versamenti dovuti.  L'incasso previsto è di 1,5 miliardi di euro.

Da gennaio prossimo arriveranno per tutti anche i dati di scontrini e di ricevute telematiche . A luglio scorso era scattato l' obbligo per i commercianti ed esercenti con un volume di affari di oltre 400 mila euro. 

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Redazione

Redazione di Rete Commercialisti